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La Corale


Tutto incominciò nei primi anni '70 quando don Luigi volle riunire una trentina di bambine in un gruppo di canto per rendere più partecipata la Messa del fanciullo ed avviare l'esperienza, suggerita dal Concilio, del canto di assemblea. Il Parroco affidò l'incarico all'organista Bepi Crivellaro, simpatica figura di agricoltore giardiniere, con un sorriso spontaneo stampato sulla faccia rotonda e dall'animo sensibile alla dolcezza della musica. Per Bepi suonare era divertimento: << 'ndemo fare un fià de strepito; 'ndemo fare concertin par guadagnarse sta scuea de farina ... >> era il suo invito a cantare. Per due anni l'attività musicale in parrocchia fu affidata alle voci delle bambine e non. Agli inizi del '75, quando era imminente l'inaugurazione della nuova chiesa, venne proposto adulti di costituire una Corale Parrocchiale. Alla prima riunione si presentarono più di venti persone, sufficientemente ripartite nelle tonalità vocali necessarie al canto polifonico e le bambine che formavano il gruppo di canto vennero ammesse come voci bianche. Fu presentato il maestro Luciano Pengo e, dopo alcuni mesi di prove, il giorno dell'inaugurazione, la Corale ebbe il suo battesimo. Ci fu uno stupito apprezzamento dei presenti per questa novità, che si aggiungeva alla novità della chiesa. La legittima soddisfazione per i risultati raggiunti convinse i cantori a continuare nell'impegno. Così, anno dopo anno, si arricchì il repertorio. La presenza della Corale divenne costante nelle principali feste liturgiche. Si cantò anche in altre chiese, si stabilì un sodalizio con la Chiesa dell'Adorazione Perpetua di Santa Lucia, dove il Coro cantò più volte nella festa di Cristo Re. Nella gita annuale si prese l'abitudine di cantar Messa nel luogo di arrivo: così a Longarone, a Fratta Polesine, a Vicenza, a Canale d' Agordo e a Gorizia. La formazione della Corale negli anni subì senza traumi un avvicendamento di voci, anche alla consolle Bepi Crivellaro passò la mano a Luciana Grappeggia. La corale continuò per dieci anni sotto la direzione di Luciano Pengo, che, nell '85, decise di seguire esclusivamente la conduzione del Coro "La Valle". La guida del gruppo parrocchiale passò così ad un giovane fresco di studi, Alessandro Amisich. La Corale riprese il suo cammino con nuovi canti e altri impegni: si cantò in Duomo alla presenza del Vescovo Franceschi, due volte al Santo e in altre chiese anche fuori città. Da qualche anno, pur privilegiando gli appuntamenti in parrocchia, l'attenzione del coro si è rivolta alle case di riposo e all'Ospedale, portando tra anziani ed ammalati qualche nota di sollievo. Per sopravvenuti impegni di lavoro, il maestro ha chiesto di essere sostituito nella direzione, pur rimanendo nel coro come cantore. La bacchetta è così passata nelle mani di Cristiana Lirussi, e poi successivamente a Giovanni Polato. La Corale di San Bellino, ora composta da quaranta cantori, rinnova l'impegno a rendere un servizio liturgico in parrocchia, con lo sguardo che spazia anche oltre la soglia di casa, per favorire, attraverso le espressioni di canto antiche e moderne, la miglior partecipazione alle celebrazioni liturgiche.

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